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E perch tale soglia sia oltrepassata non basta che ad esempio lindividuo non trovi pi senso nella propria vita (fattore che a mio avviso gioca un ruolo pi importante di quel che comunemente si ritiene nello sviluppo dei tumori), perch se a tale condizione psicoetica non si aggiungono anche determinate condizioni di intossicazione, alimentari - nutrizionali, ossidative, infiammatorie e di decadimento immunitario, quella condizione rimarr probabilmente un malessere esistenziale comune a molti, possibilmente foriero anche di trasformazioni positive.Per spiegare la cosa da un altro punto di vista, si dir che anche i fattori psico-spirituali si manifestano in un modo piuttosto che in un altro quando i canali della loro manifestazione somatica siano alterati in un determinato modo e in misura sufficiente.Se ogni dimissione viene considerata un dato positivo, i conti aumentano.E siccome non si pu morire pi di una volta, se un individuo stato dimesso 9 volte ed morto una sola volta si avr il 90% di gua-rigioni e il 10% di mortalit.Un paio di anni fa ci fu molto rumore su tutti i giornali per un nuovo farmaco, il , che si diceva essere capace di bloccare linsorgenza del tumore al seno; i ricercatori che lo realizzarono, entusiasti del loro ritrovato, dichiaravano candidamente che lunico effetto collaterale era che aumentava significativamente il rischio di tumore allutero ! Certo, la gran parte delle persone si fidano ancora delle promesse e statistiche ufficiali (Nd R: fasulle).In fondo, molti pensano, aumentare anche solo di pochi anni la sopravvivenza di una persona gi qualcosa.E spesso impossibile intervenire simultaneamente su soma e psiche, soprattutto perch manca ancora una teoria e pratica compiuta dellapproccio psicoterapico al tumore (anche se lapproccio sviluppato dal dr.Hamer probabilmente rappresenta oggi la forma pi avanzata di tale approccio).

Quando ritorna viene curata e viene dimessa unaltra volta.Ma a parte il prezzo di sofferenza che i pazienti della chemioterapia devono pagare, non esiste controprova a tale argomento, dato che non possibile verificare se il malato di tumore sottoposto a chemioterapia non avesse potuto sopravvivere anche pi a lungo senza la chemioterapia.Di fatto, quando questa valutazione stata fatta, si visto che sopravvivono pi a lungo i pazienti che non si sottopongono a chemioterapia n ad alcun altro trattamento.Uno dei segreti sta in un piccolo trucco che viene utilizzato nel confezionare le statistiche sulle guarigioni da tumore: le statistiche ufficiali vengono limitate al breve periodo, o addirittura al momento della dismissione del paziente dallospedale.(Nd R: Ed in queste statistiche si includono i tumori operati ed eliminati dall'organismo del malato, anche senza chemio terapia susseguente...e sono almeno il 50% dei casi...) In questo modo, una chemioterapia che abbia distrutto, ad esempio, un tumore al seno, viene inclusa tra i successi se al momento della cessazione della chemioterapia il tumore al seno stato eliminato, (Nd R: magari con un atto chirurgico...), anche se magari il paziente muore lanno successivo di un tumore allutero, o sempre di tumore al seno, ma in un centro oncologico diverso da quello di origine.

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